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MAURIZIO AMBROSINI, L'INVASIONE IMMAGINARIA. L'IMMIGRAZIONE OLTRE I LUOGHI COMUNI
MAURIZIO AMBROSINI, L'INVASIONE IMMAGINARIA. L'IMMIGRAZIONE OLTRE I LUOGHI COMUNI, Laterza 2020, pp. 172

Maurizio Ambrosini insegna sociologia delle migrazioni all'Università Statale di Milano; insegna anche all'Università di Nizza e alla sede italiana della Stanford University. Dirige la rivista "Mondi migranti" - https://www.csmedi.com/mondi-migranti-rivista-di-studi-e-ricerche-sulle-migrazioni-internazionali/ - collabora con giornali "L'Avvenire" e lavoce.info 
Con numeri certi MA dimostra che non c'è nessuna invasione né in Italia né in Europa. "Al primo gennaio 2023, gli stranieri regolarmente residenti in Italia sono 5.050 milioni, l'8,6% della popolazione totale. Rispetto al 2022, la presenza straniera si è accresciuta di 20 mila unità (+0,4%)." (dati ISTAT, La Repubblica, Huffington Post) Il libro di Ambrosini riporta i dati del 2019: 8,7 immigrati.
interessante è guardare la composizione della popolazione immigrata. Impressionati dagli sbarchi, molti italiani pensano che gli immigrati siano in grande maggioranza maschi, africani, di religione musulmana. E il sistema mediatico contribuisce in gran parte a confermare tale percezione. Invece. "Gli immigrati residenti in Italia sono prevalentemente donne (52%), prevalentemente europei (50,9%), in maggioranza cittadini dell'UE: 30,4% del totale, prevalentemente originari di paesi di tradizione culturale cristiana; qui la stima è più incerta, ma il dato più accurato parla di un 57,5 di cristiani, prevalentemente ortodossi, contro un 28, 2 di musulmani (Caritas e Migranti 2018)"
(p,6). Il fatto è che il nazionalismo imperante induce a ingigantire il numero degli immigrati e ne conferma la percezione. MA considera sorprendente il "fatto che questo modo di percepire e rappresentare il fenomeno sia diventato senso comune narrazione egemone, anche nel mondo dell'informazione, della cultura e della politica." (p.10)
Per tutto il libro l'autore con acribia e santa pazienza si sforza di sfatare tutti i luoghi comuni sull'immigrazione. Il più evidente e quello racchiuso nel motto ben inventato da Ambrosini: la ricchezza sbianca! Gli immigrati fanno paura perché sono poveri. Bisogna andare oltre una visione patologica (ci portano le malattie!) e miserabilistica (sono braccia da lavoro e non persone da sfruttare).
La questione degli immigrati ha fatto rinascere il totem dei confini, della "nostra" terra, della "nostra" patria.  Dobbiamo riprenderci l'internazionalismo!
"A chi, come e dove le persone in fuga da guerre e persecuzioni dovrebbero presentare una domanda di autorizzazione per poter entrare regolarmente?  Va anche aggiunto onestamente  che persone traumatizzate da conflitti e pulizie etniche, torturate, ferite, terrorizzate, non saranno tutte in grado di rendersi autonome e di guadagnarsi da vivere da sole in poco tempo." (p. 160) Occorrono politiche  di reinsediamento (corsi di lingua, formazione professionale, inserimento al lavoro) come da sempre auspicato dall'ONU e di fatto attate da alcuni paesi. L'UNHCR ci dice che nel 2018 25 paesi hanno accolto e reinsediato 92.400 persone.  Insomma se si vuole si può fare. Ma si deve volere!